Pompeo Molella
Domenica 08 Gennaio 2012 16:57
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Giurista di eccelsa fama, nacque ad Alatri nel 1548, figlio di Valerio, notaio, e di Giovanna Tuzi. Si laureò giovanissimo in utroque jure nell'Università “La Sapienza” di Roma e, verso il 1574, si trasferì a Roma, dove, grazie alle proprie capacità, si conquistò in brevissimo tempo le simpatie e la benevolenza di alti prelati, tra cui il cardinale Aldobrandini.
Nel 1586 divenne sindaco di Alatri e si adoperò per l'istituzione del locale seminario.
Collaborò con Egnazio Danti, vescovo scienziato, per la riforma sociale e culturale di Alatri stessa.
Il papa Clemente VIII, nel 1592, gli affidò il governo di Imola, la giudicaria di Borgo e, in seguito, lo nominò Procuratore fiscale di Sua Santità e della Reverenda Camera Apostolica, consentendogli così di svolgere una rapida carriere nella magistratura pontificia.
Gli importanti incarichi ricevuti, comunque, non lo distolsero dalla sua attività di magistrato, che lo vide impegnato nei più importanti processi dell'epoca. Il più famoso fu, senza dubbio, anche per le conseguenze che coinvolsero papa Clemente VIII, quello in cui fu implicata Beatrice Cenci e che si concluse, nel settembre 1599, con la condanna a morte della donna e dei complici per parricidio. Pompeo Molella, nell'occasione, patrocinò l'accusa e il successo legale gli valse la cospicua somma di 6mila scudi.
Molella conservò l'incarico di Procuratore fino al 1605, anno in cui fu inviato da papa Paolo V a governare alcune città dello Stato pontificio.
Morì a Roma l'11 settembre 1608 ed è sepolto nella chiesa di San Lorenzo in Damaso.


Bibliografia:
- Angelo Sacchetti Sassetti, “Storia di Alatri”, Tipografia Tofani, Alatri, 1967
- Armando Frusone, “Conoscere Alatri”, Arti Grafiche Tofani, Alatri, 1998 

Nella foto: Beatrice Cenci in prigione, dipinto di Guido Reni