Museo civico di nuovo aperto
Scritto da Pietro Antonucci
Domenica 17 Febbraio 2013 15:07
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Nella mattinata di sabato 16 febbraio 2013, presso la  sala conferenze della biblioteca comunale "Luigi Ceci", si è svolto l’incontro per la presentazione del nuovo look del museo civico alatrense, che ha riaperto i battenti al pubblico.

Tanti gli ospiti autorevoli del settore culturale che hanno raccolto l'invito dell'Ammministrazione comunale e sono giunti ad Alatri in una giornata importante per la città.

Oltre al sindaco di Alatri, l'ingegner Giuseppe Morini, che ha rivolto un saluto a tutti gli intervenuti, erano presenti il professor Fausto Zevi, accademico dei Lincei, la dottoressa Sandra Gatti, funzionario Soprintendente Beni Archeologici Lazio, il maggiore Massimo Rossi, comandante del nucleo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza, il dottor Luca Attenni, direttore scientifico del Museo Civico di Alatri, e la dottoressa Elena Calandra, Soprintendente Beni Archeologici del Lazio.

Proprio quest’ultima, dopo gli onori di casa eseguiti dal delegato consiliare alla cultura Carlo Fantini, ha preso la parola rivolgendosi ai moltissimi presenti che hanno gremito la biblioteca: "Ho accolto questo invito con piacere perché di Alatri conoscevo solo le mura poligonali ma dal materiale di studio ricevuto, ho scoperto che il Museo che andremo a visitare è davvero ricco di potenzialità. Mi piace molto la definizione di "civico" per il museo poiché uno dei compiti è quello di educare la cittadinanza stessa alla conoscenza”.

La dottoressa Sandra Gatti, ha parlato invece di "Un grande risultato, un punto di partenza perché Alatri merita di rendere note le molte bellezze che possiede. Mi auguro – ha continuato il funzionario Soprintendente Beni Archeologici Lazio – che l’Amministrazione comunale continui il lavoro importante di promozione culturale". La stessa Gatti ha evidenziato la necessità di mantenere al meglio il patrimonio culturale, archeologico ed architettonico della città, anche in ragione dei cospicui investimenti giunti in città, ed ha espresso qualche riserva sull'esposizione museale dei reperti recuperati dalla Guardia di Finanza: "Mostra importante, ma i materiali sono fuori contesto".

La parola, poi, è passata al Maggiore della Finanza Massimo Rossi: "Ogni anno l’Italia perde 5000 opere di storia che finiscono nel mercato illegale e il nostro lavoro – ha detto il comandante del nucleo Tutela Patrimonio Archeologico – è quello di recuperare quanto possiamo così come accaduto per Alatri che grazie al nostro lavoro disporrà di tre sale del museo dedicate ai recuperi archeologici del gruppo tutela della Guardia di Finanza dove saranno esposti vasi corinzi, attici, etrusco-laziali provenienti dalle ricche necropoli etrusche”.

Il professor Fausto Zevi, in un discorso molto applaudito, ha parlato di "Sinergie e di lavoro sempre più partecipato affinché, a dispetto di un periodo economico difficile, si possano comunque portare avanti discorsi culturali come quello di questa amministrazione che si sta impegnando per la valorizzazione dei beni archeologici e artistici”.

Il dottor Luca Attenni, direttore del museo, ha parlato invece del prossimo obiettivo, dopo la riapertura della struttura: "Ristudiare tutte le campagne di scavo condotte ad Alatri e valorizzare i siti presenti in città".

Al termine della conferenza, il dottor Fantini, seguito dai numerosi presenti, si è recato presso il Museo per il classico taglio del nastro: riapertura seguita dalla descrizione dei reperti curata dal direttore Attenni. All’interno della struttura museale, tra i reperti esposti, spiccano tra l’altro l’epigrafe di Lucio Betilieno Varo un modello del tempio extraurbano di tipo etrusco-italico, in scala 1:10, i cui resti furono rinvenuti nel 1882 in località La Stazza, un bronzetto raffigurante Ercole rinvenuto presso l’Acropoli. Inoltre, vi sono le sale per i reperti recuperati dalla Guardia di Finanza, una sala multimediale con 35 posti a sedere pensata principalmente per le scolaresche e tanti altri arricchimenti. Al piano terra, insieme al mosaico del I-II secolo a. C., sono posizionati i pannelli che ricordano i “viaggiatori di scoperta” dell’800. Al secondo piano, invece, è possibile ammirare la sezione etno-antropologica "Antonio Gambardella", dedicata agli antichi mestieri e alla vita quotidiana di fine ‘800.

Nella foto: il sindaco Giuseppe Morini, il maggiore Massimo Rossi e la dottoressa Sandra Gatti mentre ammirano alcuni reperti collocati in una teca (fonte: ufficio stampa del Comune)